Comportamenti sostenibili

Comportamenti sostenibili

La comunicazione generativa per superare il Paradosso della sostenibilità

La consapevolezza della complessità che caratterizza il nostro ambiente naturale e sociale comporta l’esigenza di un nuovo paradigma di comunicazione e della contemporanea ridefinizione del concetto di sostenibilità (così come di concetti ad esso collegati, tra gli altri quelli di limite e di risorsa, di crescita e di sviluppo). Questo deve andare oltre l’idea tradizionale di persuasione, che non favorisce la libertà e la consapevolezza degli individui e rende debolissima la possibilità da parte loro di mettere in atto comportamenti sostenibili nel senso più ampio: non soltanto, quindi, volti alla tutela dell’ambiente, ma alla realizzazione partecipata di un progetto di società, di cultura, di economia totalmente nuovo, basato su un equilibrio dinamico tra l’uomo e il suo ambiente. La sostenibilità infatti, se è autentica, prevede un ruolo attivo, consapevole e creativo da parte di tutti. Oggi, tuttavia, ci troviamo di fronte ad una situazione paradossale: all’aumentare delle nostre conoscenze sulla sostenibilità corrispondono comportamenti (individuali e collettivi) sempre più insostenibili. Per superare tale paradosso è necessario abbandonare l’utilizzo del paradigma meccanicistico di comunicazione della sostenibilità e abbracciare quello generativo di comunicazione nella sostenibilità.

La vision del CfGC

Oltre il Paradosso della sostenibilità

Uno degli assi portanti di tutta la ricerca condotta all’interno del CfGC riguarda il rapporto tra la conoscenza e la sua applicazione, tra il sapere e il saper fare, tra la scientia e l’usus. Nell’ambito della sostenibilità questo aspetto è particolarmente rilevante e la crescente distanza tra le conoscenze scientifiche di cui siamo in possesso e i nostri comportamenti quotidiani è la prova della centralità di tale problema.

Sempre più spesso ci troviamo nella condizione di sapere cosa sarebbe giusto fare ma non sappiamo, non vogliamo o non possiamo farlo. L’obiettivo della comunicazione deve essere allora quello di colmare questa distanza e di mettere tutti noi nelle condizioni di vivere la sostenibilità come una condizione naturale e interiorizzata all’interno dei nostri comportamenti. Infatti, nonostante la sostenibilità sia un tema molto dibattuto in contesti estremamente diversificati, un’esigenza universalmente avvertita da scienziati, politici, persone comuni, siamo ancora lontani dall’avviare percorsi di sviluppo sostenibile a livello di sistema. Interventi settoriali, seppure felici e ben riusciti, faticano a promuovere un cambiamento generale. Questo è ciò che al CfGC è definito il “Paradosso della sostenibilità”: non abbiamo mai avuto così tante conoscenze sulla sostenibilità, e al tempo stesso non siamo mai stati tanto lontani dal praticarla realmente.

Il lavoro di ricerca svolto dal CfGC consiste proprio nel progettare e realizzare una comunicazione che favorisca comportamenti sostenibili nei singoli individui e all’interno delle organizzazioni. Comportamenti che riguardano prima di tutto gli uomini, ma che non possono ormai prescindere dai sistemi d’automazione che sempre più guidano il nostro fare, pensare e sentire.

Per un approccio complesso alla sostenibilità

Agire per la sostenibilità significa ridefinire il rapporto fra micro e macro ambienti. Ne consegue che non ha alcun senso parlare di gestione sostenibile di questo o quel settore, se non in una prospettiva sistemica, adottando, quindi, un approccio complesso.
Adottare un approccio sistemico alla sostenibilità comporta una ridefinizione dei concetti di tempo e di spazio: non è più possibile – ammesso che lo sia mai stato – pensare alla sostenibilità come a una questione riguardante un futuro e un altrove più o meno prossimi. La sostenibilità ha una temporalità e una spazialità totalmente diverse dal passato.
Per questo motivo è necessario analizzare le relazioni che legano i diversi elementi, anche apparentemente lontani nel tempo e nello spazio, e agire su di esse per avviare trasformazioni sull’intero sistema. E questo vale per tutti i livelli che prendiamo in considerazione: l’interconnessione globale tra ecosistemi così come, a piccola scala, la realtà di una singola azienda, nella quale non è possibile considerare e agire separatamente sulle singole parti, pena la perdita di comprensione e controllo sul sistema nel suo complesso.

Limiti vs risorse, crescita vs sviluppo

Il concetto di risorsa deve essere completamente ripensato, e in questo la comunicazione ha un ruolo fondamentale. Le risorse, infatti, non sono soltanto quelle già date, ma sono anche quelle che si creano nel processo generativo che attiviamo comunicando con gli altri soggetti, viventi e non. Questo significa che, tramite la comunicazione, è possibile agire sull’immaginario individuale e collettivo, generare energie – risorse – o che prima non c’erano o che non erano considerate tali. In questo senso le risorse non sono soggette a limiti, se non alla capacità umana di creare relazioni inedite e valorizzare i singoli elementi all’interno del sistema in cui e su cui si opera.
Bisogna, dunque, analizzare e studiare bene anche concetti come quello di carrying capacity (capacità di carico), cioè la capacità dell’ambiente di sostenere l’esistenza di un numero limitato di individui, e valutarne il significato alla luce della ridefinizione del concetto stesso di risorsa. Il rischio è quello di mettere sullo stesso piano l’aspetto quantitativo e quello qualitativo. Non meno pericolosa è la diffusa confusione tra crescita e sviluppo: basti ricordare come è stato tradotto in italiano il famoso report del Club di Roma (1972) su The limits to Growth (I limiti dello sviluppo). Se la finitezza della Terra impedisce di pensare ad una crescita (quantitativa) infinita, altrettanto non vale per lo sviluppo, che è un concetto qualitativo.
Il che significa agire ora e qui sul presente, ma per andare oltre l’esistente

La mission della nostra ricerca

Il ruolo dell’Università nella promozione dello sviluppo sostenibile

L’Università gioca un ruolo fondamentale nella promozione dello sviluppo sostenibile, per almeno due ragioni: 1) è il luogo di produzione della conoscenza per eccellenza e 2) è l’ambiente di formazione della futura classe dirigente.

Per questo motivo i ricercatori del CfGC sono da sempre impegnati nell’ambito delle attività universitarie volte a comunicare la sostenibilità, sia per quanto riguarda i risultati della ricerca sia a proposito delle iniziative e dei progetti di sensibilizzazione e innovazione. Perché la comunicazione verso l’esterno dell’Università – un’istituzione estremamente complessa la cui comunità è composta da decine di migliaia di persone tra studenti, docenti e dipendenti – sia efficace, però, è necessario che sia ben strutturata ed efficiente la comunicazione organizzativa interna.

Attivare dinamiche di community building, condividere idee e risultati ottenuti, aggregare competenze provenienti dalle aree più diverse a sostegno di un progetto comune sono tutte attività fondamentali per rafforzare il ruolo di guida che l’Università può assumere nello sviluppo sostenibile del territorio di riferimento (inteso come il territorio fisico di prossimità, ma anche il territorio globale della ricerca e della definizione delle politiche).

Solo così sarà possibile per l’Università farsi promotrice di un rivoluzionario processo di riduzione della distanza tra scientia e usus, contribuendo a superare quello che abbiamo definito Paradosso della sostenibilità.

L’agricoltura come vettore di sostenibilità

L’agricoltura è uno dei settori maggiormente interessati dalle sfide poste dalla sostenibilità, perché la relazione che la lega a quest’ultima è duplice: da un lato il settore agricolo (agricoltura intensiva e industriale) è uno dei maggiori responsabili della crisi ambientale e dei cambiamenti climatici, dall’altro lato ne è anche una delle principali vittime (ricadute a livello ambientale, sociale ed economico).

Per questo motivo – e per la sua natura sistemica – l’agricoltura è, per il CfGC, uno dei principali ambiti di intervento nella promozione della sostenibilità. Un esempio di intervento in questo senso riguarda l’analisi dell’efficacia comunicativa degli ingenti investimenti che l’Unione Europea stanzia per promuovere l’innovazione in agricoltura e favorire la nascita di un’agricoltura europea sostenibile e resiliente (ad esempio le misure agro-climatico-ambientali previste dai Programmi di Sviluppo Rurale).

Dalla persuasione al community building: promuovere i comportamenti sostenibili

Il CfGC applica strategie di comunicazione basate sul paradigma generativo per superare il modello meccanicistico e trasmissivo attualmente dominante. Questo perché i risultati di una comunicazione basata sulla presunzione che le soluzioni siano già date, e che si debba persuadere le persone ad adottarle sono sotto gli occhi di tutti. Al contrario, siamo convinti che la diffusione di comportamenti sostenibili (da parte degli individui, dei gruppi, delle aziende e delle istituzioni) e il superamento del Paradosso della sostenibilità sia possibile soltanto riducendo la frattura diventata estremamente profonda tra la scientia, da un lato, e l’usus, dall’altro.

Tra gli altri, un ambito privilegiato di sperimentazione di questo approccio alla comunicazione nella sostenibilità è quello della diffusione e dell’applicazione delle normative volte a superare l’utilizzo di prodotti nocivi (per l’ambiente e la salute) in agricoltura.

I risultati della ricerca che stiamo conducendo confermano l’idea che sia strategie basate sull’applicazione coatta di divieti calati dall’alto, sia il ricorso alle tecniche di persuasione, non si rivelano efficaci nel diffondere una motivazione intrinseca – e quindi duratura –  all’adozione di comportamenti sostenibili.

Al contrario, strategie basate sul community building, sull’ascolto attivo e sull’assunzione di un ruolo proattivo da parte dei destinatari delle normative, sono gli unici strumenti per garantire una reale e consapevole adesione ad un modo sostenibile (e quindi innovativo) di relazionarsi con la natura, con il resto della comunità e con le generazioni future.

Le trame

Pietre miliari

L’impegno nello studio e nella promozione della sostenibilità ha caratterizzato le attività del gruppo di ricerca già ben prima della nascita del CfGC.

 

Nel 2014 Luca Toschi aveva pubblicato un editoriale sulla rivista In-formazione dal titolo: La comunicazione sostenibile. Prolegomeni ad una comunicazione formativa.

Sempre al 2014, ha partecipato al convegno “The European Pilgrimage Routes for promoting sustainable and quality tourism in rural areas, Firenze, 4-6 dicembre 2014”.

 

Nel 2015 alcuni dei ricercatori dell’attuale CfGC hanno partecipato al convegno “Florence SWIF, Firenze, 4-6 giugno 2015”, seguita l’anno successivo dalla pubblicazione di Well-being, Landscape and Sustainability of Communication (in «Agriculture and Agricultural Science Procedia», 8(2016), pp. 602-608).


Nel 2016, subito dopo l’elezione del Rettore Luigi Dei e la nomina del Delegato Ugo Bardi, è stata attivata la collaborazione tra l’allora CSL e l’ateneo fiorentino sul progetto Ateneo Sostenibile, per rafforzare la comunicazione della sostenibilità all’interno e all’esterno della comunità universitaria fiorentina.