Human touch

L’uomo genera, l’algoritmo produce

La natura umana è caratterizzata da qualcosa di completamente diverso rispetto a tutte le altre forme di vita e, a maggior ragione, alle macchine e agli algoritmi.
È difficile definire cosa sia quel quid di umanità che ci differenzia da ciò che non è umano: tuttavia, è facile vederne gli effetti in numerosi ambiti.
Se le macchine, gli algoritmi possono solo riprodurre sé stessi, diffondendo infinite copie uguali tra loro, una delle caratteristiche fondamentali dell’uomo è proprio la dimensione generativa, la possibilità di dare avvio ad un nuovo progetto, di creare una nuova vita attraverso una figlia o un figlio che saranno presto soggetti completamente autonomi dai propri genitori.
Queste caratteristiche di libertà e vitalità sono alla base di ciò che il CfGC intende come Human Touch e che rappresentano gli aspetti più essenziali di ciò che comunemente consideriamo come vita: vita come processo non lineare, come libertà di divergere, di opporsi a un sistema per cambiarlo e trasformarlo in base alla propria creatività e al proprio progetto.
Per il CfGC l’Human touch è quell’intelligenza che si nutre della tradizione, della manualità, di un patrimonio diffuso di saperi e di tecniche che affondano le radici in un passato lontano che caratterizza e accomuna i membri di una specifica comunità.

In questo senso lo Human touch è ciò che negli ambiti più vari – dall’agricoltura all’artigianato – definisce i rapporti tra le persone, e con questo l’identità di un territorio, la sua non riproducibilità, il suo progetto di sviluppo e, in definitiva, il suo valore aggiunto.

 

La comunicazione deve legittimare i bisogni e favorire l’innovazione​

L’innovazione è prima di tutto un processo sociale che consiste nel trovare soluzioni ai bisogni e alle domande delle persone. Tali bisogni possono essere consapevoli o inconsapevoli, possono restare nascosti sotto la superficie della consapevolezza individuale e collettiva per periodi anche lunghissimi e poi emergere in maniera dirompente, talvolta violenta, apparentemente imprevedibile.

La crisi dei corpi intermedi e degli organismi di rappresentanza, l’ondata populista che sta travolgendo la politica a livello mondiale sono esempi di questa apparente imprevedibilità. Solo apparentemente imprevedibile perché, in realtà, sono le conseguenze di una mancanza di attenzione, di una mancata legittimazione delle difficoltà, dei bisogni di conoscenza e di riconoscimento che caratterizzano la natura umana.

Il paradigma generativo, sottolineando la centralità dell’uomo e valorizzando lo Human touch in tutte le attività comunicative e produttive, lavora per fare emergere e legittimare tali bisogni attraverso processi di community building orientati a mettere in relazione e aggregare le competenze necessarie a dare loro risposta prima che si trasformino in criticità tali da mettere a repentaglio la tenuta della comunità di riferimento.

Collaborando con aziende, organizzazioni e istituzioni, nel corso degli anni sono stati numerosi i casi in cui la comunicazione generativa ha permesso di prevedere e dare risposta a situazioni che, se non governate, sarebbero sfociate in crisi (solo) apparentemente imprevedibili.

 

Riscrivere l’organizzazione: un sistema vivente con al centro le persone​

Il sistema in cui tutti siamo immersi tende a meccanizzare il nostro comportamento e le scelte che quotidianamente compiamo. Se la tecnologia, infatti, trasforma da sempre la vita dell’uomo, l’avvento del digitale, se risponde ad istanze riferite ad un modello di comunicazione meccanico, finisce per rafforzare questo stesso modello, a discapito della libertà e della creatività degli individui e delle organizzazioni. Il modello che dà forma all’organizzazione sociale e allo sviluppo delle macchine, degli automatismi e dell’automazione è, infatti, frutto di una precisa scelta politica.

Il CfGC è convinto che l’individuo possa e debba rendere l’automazione uno strumento capace di rafforzare e di strutturare la propria divergenza. Proprio per questo, indagare quale sia il ruolo di chi progetta le ICT e chi abbia la responsabilità di governare i sistemi e i processi d’automazione (tecnologici, sociali, economici) che si strutturano all’interno di una comunità, di un’organizzazione o di una società è una delle attività che il CfGC porta avanti da tempo.

Il ruolo della ricerca, infatti, deve essere quello di analizzare e comprendere tale modello e di fare in modo che risponda alle reali esigenze politiche, sociali ed economiche della cittadinanza, delle imprese e delle istituzioni. Un modello di progettazione delle nuove tecnologie che, valorizzando finalmente lo Human touch, ponga l’uomo al centro della progettazione delle ICT.

 

Human touch technology​

Oggi siamo inseriti all’interno di un sistema che meccanizza il nostro comportamento e le scelte che quotidianamente compiamo. Il CfGC, tuttavia, è convinto che l’individuo possa e debba rendere l’automazione uno strumento capace di rafforzare e di strutturare la propria divergenza.

Chiedersi quale sia il ruolo di chi progetta le ICT e chi abbia la responsabilità di governare i sistemi e i processi d’automazione (tecnologici, sociali, economici) che si strutturano all’interno di una comunità, di un’organizzazione o di una società rappresenta l’elemento centrale e politico della ricerca portata avanti dal CfGC. La tecnologia, infatti, da sempre trasforma la vita dell’uomo, ma le nuove tecnologie del digitale, se rispondono ad istanze riferite ad un modello di comunicazione meccanico, finiscono per rafforzare quello stesso modello, a discapito della libertà e della creatività degli individui e delle organizzazioni. Il modello che dà forma all’organizzazione sociale e allo sviluppo delle macchine, degli automatismi e dell’automazione infatti rappresenta una precisa scelta politica.

Il ruolo della ricerca deve essere quello di comprendere tale modello e di fare in modo che risponda alle reali esigenze politiche, sociali ed economiche della cittadinanza, delle imprese e delle istituzioni. Un modello di progettazione delle nuove tecnologie che, valorizzando finalmente lo Human touch, ponga l’uomo al centro della progettazione delle ICT.