Sanità, salute e fiducia ai tempi dello Smart Health

Sanità, salute e fiducia ai tempi dello
Smart Health

Una delle trame di ricerca più prolifiche del CfGC riguarda il ruolo e l’impatto delle nuove tecnologie sul sistema socio-economico, con un focus sul concetto di automazione e sulla meccanizzazione dell’uomo. In altre parole: l’uso di nuove tecnologie porta ad una meccanizzazione dell’essere umano o, al contrario, rafforza la sua dimensione vitale? Le tecnologie, infatti, possono essere considerate importanti strumenti per promuovere lo sviluppo del sistema in cui sono inserite soltanto se la logica alla base della loro progettazione  ha come obiettivo quello di rispondere alle esigenze dei cittadini, favorendo la collaborazione intorno a progetti condivisi in un’ottica transdisciplinare, valorizzando la componente generativa e creativa della comunità.   Nell’ambito della salute, la ricerca del CfGC sulle nuove tecnologie si concentra sulla relazione tra il cittadino e gli specialisti del Sistema Sanitario, e sulla dialettica che si instaura tra Centri di Specializzazione (quali le grandi Aziende Ospedaliere) e i presidi diffusi sul territorio Da sempre la storia  della medicina e dell’idea stessa di salute va di pari passo con l’evoluzione delle tecnologie: i più recenti esempi di operazioni realizzate attraverso robot chirurgici o le futuribili visite specialistiche realizzate a distanza grazie al 5G e ai tessuti conduttori intelligenti sono solo esempi di come tutto il Sistema Sanitario  sarà completamente ridefinito nei prossimi anni. La medaglia della tecnologia, tuttavia, ha anche un’altra faccia: mentre, secondo stime recenti, due italiani su tre cercano informazioni sui propri sintomi e sulle relative cure attraverso la Rete, sono proprio i nuovi media digitali a favorire la diffusione di fake news e di una cattiva comunicazione. Da queste riflessioni prende spunto il focus di ricerca su “Sanità, salute e fiducia ai tempi dello Smart Health”: l’obiettivo è quello di fare chiarezza e promuovere un corretto sviluppo dell’innovazione in questo complesso settore, favorendo sempre più la progettazione e lo sviluppo di tecnologie orientate ad un’idea di salute ampia e trasversale, che favoriscano la relazione e lo scambio tra tutti i portatori d’interesse (medici, pazienti e loro familiari, aziende farmaceutiche e biomedicali, istituzioni, etc.) e promuova un approccio transdisciplinare della ricerca. 

Una progettazione transdisciplinare delle tecnologie per promuovere una buona comunicazione medico-paziente

La seconda edizione delle Transdisciplinary Communication Lectures on Health ha visto la partecipazione del Prof. Donald Norman, Direttore del Design Lab presso la University of California, Co-fondatore del Nielsen Norman group e Professore Onorario presso la Tongji University (Shanghai) – College of Design and Innovation.

Nella cornice del Gabinetto G.P. Vieusseux a Firenze, Donald Norman, ha approfondito, con una lecture dal titolo “The Role of Intelligent Technology in Healthcare”, alcuni elementi centrali per lo sviluppo della riflessione del CfGC sul ruolo della progettazione delle nuove tecnologie in sanità. 

Ha preceduto la lecture di Norman l’intervento di Viola Davini ed Eugenio Pandolfini dal titolo Innovation and Healthcare Best Practices in Communication. Lisa Capitini, laureanda del CfGC, ha contribuito alla presentazione con un intervento sulla comunicazione tra la Terra e lo spazio e sugli sviluppi in termini sanitari che l’esplorazione spaziale sta determinando. 

L’intervento di Norman si è concentrato sul ruolo delle tecnologie in sanità e, in particolare, sui soggetti che ne  progettano l’uso.

Il mondo della salute, secondo Donald Norman, è un sistema complesso: le variabili che concorrono alla sua definizione sono numerose e, anche per questo motivo, è difficile rispondere alle esigenze dei cittadini in modo efficace. La visione proposta dal noto designer evidenzia come siano proprio la transdisciplinarietà e l’ascolto dei cittadini le chiavi per progettare sistemi veramente “intelligenti”. Solo attraverso il dialogo, la collaborazione, la cooperazione – attraverso un nuovo paradigma comunicativo che metta a sistema persone e risorse intorno a obiettivi condivisi – sarà possibile promuovere un’innovazione capace di trasformare l’attuale sistema della salute.

È una comunicazione differente quella che deve nascere tra i portatori d’interesse: una comunicazione capace di favorire uno scambio proficuo di elementi di conoscenza utili al miglioramento della dimensione sociale e culturale e a rafforzare la salute di tutto il territorio in un’ottica sistemica.

La Transdisciplinary Communication Lecture | in sintesi

The Role of Intelligent Technology in Healthcare
Donald Norman

L’intervento di Donald Norman, in qualità di designer e di riconosciuto esperto di ergonomia, ha evidenziato un elemento fondamentale per lo sviluppo di tecnologie “intelligenti” nell’ambito della salute: in un contesto complesso, qualsiasi macchina o procedura, qualsiasi sistema d’automazione o robot non possono essere progettati se non tenendo conto di tutti gli aspetti (sociali, economici, culturali e politici solo per citarne alcuni) che caratterizzano il sistema di riferimento

Ma non solo: gli stili di vita delle persone o le loro aspettative devono essere sempre ascoltate per immaginare e realizzare nuove tecnologie utili al miglioramento della salute collettiva. Non è possibile, infatti, separare la componente tecnologica da quelli che sono i bisogni – percepiti e non – dei cittadini a cui tali strumenti sono dedicati. La progettazione, quindi, deve tener presente numerosi fattori in un’ottica sia transdisciplinare – coinvolgendo differenti esperti nello sviluppo di soluzioni tecnologiche legate alla salute -, che inclusiva – coinvolgendo la cittadinanza che fruirà di tali servizi, procedure, spazi e macchine fin dalla fase di ideazione -.

Una buona tecnologia, una tecnologia “intelligente”, quindi, è quella progettata dalla comunità (di esperti e di cittadini), per la comunità.

Per consulare il video integrale della lecture di Donald Norman, scrivere a: agenda.cfgc@unifi.it

Innovation and Healthcare: Best Practices in Communication
Viola Davini
Eugenio Pandolfini

L’intervento di Viola Davini ed Eugenio Pandolfini ha descritto lo stato italiano dell’innovazione in sanità. Non si è trattato esclusivamente di presentare le possibilità di accesso ai servizi sanitari, ma anche di promuovere una nuova cultura della salute che comprenda anche elementi non direttamente collegabili ad essa come, ad esempio, gli stili di vita e la dimensione culturale.  

Rispetto alle nuove tecnologie della comunicazione, l’85% dei medici di medicina generale e l’81% dei medici specialisti utilizza le e-mail per inviare comunicazioni ai cittadini che hanno in cura; WhatsApp è usato rispettivamente dal 64% e dal 57% per organizzare appuntamenti e condividere informazioni cliniche. Tali strumenti, tuttavia, non sono integrati in modo strutturato e centralizzato con i sistemi informativi offerti dal Sistema Sanitario Nazionale. 

Il 41% dei cittadini, inoltre, utilizza applicazioni di coaching o device wearable per il monitoraggio dello stile di vita

Se da un lato, quindi, sia i medici che i cittadini dimostrano interesse per l’utilizzo di nuove tecnologie della comunicazione e dell’informazione in ambito medico-sanitario, dall’altro, i dati e le informazioni raccolte da questi dispositivi non sono, nella maggior parte dei casi, condivisi con il proprio medico o con il Sistema Sanitario Nazionale. C’è l’urgenza, quindi, di superare l’attuale frammentazione dell’innovazione digitale della sanità così da integrare e valorizzare le potenzialità delle tecnologie per lo sviluppo di una sanità sempre più focalizzata sull’individuo e sulla prevenzione in un’ottica di sistema. Per farlo, tuttavia, è necessario utilizzare un nuovo paradigma della comunicazione che sia capace di coinvolgere e far dialogare tra loro tutti i portatori d’interesse  del settore.

 
Beyond Earth. New Frontiers of Space Communication
Lisa Capitini

L’intervento di Lisa Capitini, giovane laureanda del CfGC che sta sviluppando una tesi sulla comunicazione tra lo spazio e la Terra, ha evidenziato quanto il settore aerospaziale possa essere importante per lo sviluppo dell’innovazione in sanità. Negli ultimi decenni stiamo assistendo a grandi sviluppi nel campo della ricerca e dell’esplorazione dello spazio, con la comunicazione che sta giocando un ruolo sempre più importante in questo contesto. Possiamo analizzare questa situazione da due diversi punti di vista:

  • uno di assoluta continuità con l’esistente, in cui si emula nello spazio lo stesso tipo di comunicazione a cui siamo abituati sulla Terra;
  • uno in cui proviamo a progettare un nuovo paradigma comunicativo riconoscendo una differente relazione nello sviluppo del dialogo tra la Terra e lo spazio.

Le numerose sperimentazioni che, in questo settore, sono portate avanti da equipe di esperti provenienti da differenti discipline, rappresentano un elemento centrale anche per quanto riguarda l’innovazione nel mondo della salute sulla Terra.

Ne è un esempio l’esperimento  CORM (COenzima Q10, Radiazioni e Microgravità) finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e realizzato in collaborazione con la NASA che ha visto la partecipazione del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università degli Studi di Firenze. Il progetto ospitato all’interno della International Space Station (ISS) aveva come obiettivo quello di rilevare terapie preventive nei confronti dei danni che le radiazioni e la microgravità provocano nelle cellule della retina degli astronauti. È possibile, inoltre, studiare il corpo umano pensando al corpo degli astronauti come un vero e proprio modello per capire l’influenza degli ambienti estremi nella fisiologia umana: lo dimostra il celebre studio sui gemelli astronauti Scott e Mark Kelly.

Donald Norman
Direttore del Design Lab presso la University of California, Co-fondatore del Nielsen Norman group e Professore Onorario presso la Tongji University (Shanghai) – College of Design and Innovation.
Approfondimenti e risorse
 Progettare le tecnologie per la sanità in un sistema complesso
Scopri il modulo 4.4 del Master in Comunicazione Medico-Scientifica e dei Servizi Sanitari che offre le conoscenze necessarie per analizzare le nuove tecnologie e la qualità dello spazio nel rapporto ospedale-medico-paziente Read more >
 Per approfondimenti, si veda

Norman, A. D. (2010), Living with Complexity, MIT Press, Cambridge (Mass)

The Role of Intelligent Technology in Healthcare
Donald Norman

L’intervento di Donald Norman, in qualità di designer e di riconosciuto esperto di ergonomia, ha evidenziato un elemento fondamentale per lo sviluppo di tecnologie “intelligenti” nell’ambito della salute: in un contesto complesso, qualsiasi macchina o procedura, qualsiasi sistema d’automazione o robot non possono essere progettati se non tenendo conto di tutti gli aspetti (sociali, economici, culturali e politici solo per citarne alcuni) che caratterizzano il sistema di riferimento

Ma non solo: gli stili di vita delle persone o le loro aspettative devono essere sempre ascoltate per immaginare e realizzare nuove tecnologie utili al miglioramento della salute collettiva. Non è possibile, infatti, separare la componente tecnologica da quelli che sono i bisogni – percepiti e non – dei cittadini a cui tali strumenti sono dedicati. La progettazione, quindi, deve tener presente numerosi fattori in un’ottica sia transdisciplinare – coinvolgendo differenti esperti nello sviluppo di soluzioni tecnologiche legate alla salute -, che inclusiva – coinvolgendo la cittadinanza che fruirà di tali servizi, procedure, spazi e macchine fin dalla fase di ideazione -.

Una buona tecnologia, una tecnologia “intelligente”, quindi, è quella progettata dalla comunità (di esperti e di cittadini), per la comunità.

Per consulare il video integrale della lecture di Donald Norman, scrivere a: agenda.cfgc@unifi.it

Innovation and Healthcare: Best Practices in Communication
Viola Davini
Eugenio Pandolfini

L’intervento di Viola Davini ed Eugenio Pandolfini ha descritto lo stato italiano dell’innovazione in sanità. Non si è trattato esclusivamente di presentare le possibilità di accesso ai servizi sanitari, ma anche di promuovere una nuova cultura della salute che comprenda anche elementi non direttamente collegabili ad essa come, ad esempio, gli stili di vita e la dimensione culturale.  

Rispetto alle nuove tecnologie della comunicazione, l’85% dei medici di medicina generale e l’81% dei medici specialisti utilizza le e-mail per inviare comunicazioni ai cittadini che hanno in cura; WhatsApp è usato rispettivamente dal 64% e dal 57% per organizzare appuntamenti e condividere informazioni cliniche. Tali strumenti, tuttavia, non sono integrati in modo strutturato e centralizzato con i sistemi informativi offerti dal Sistema Sanitario Nazionale. 

Il 41% dei cittadini, inoltre, utilizza applicazioni di coaching o device wearable per il monitoraggio dello stile di vita

Se da un lato, quindi, sia i medici che i cittadini dimostrano interesse per l’utilizzo di nuove tecnologie della comunicazione e dell’informazione in ambito medico-sanitario, dall’altro, i dati e le informazioni raccolte da questi dispositivi non sono, nella maggior parte dei casi, condivisi con il proprio medico o con il Sistema Sanitario Nazionale. C’è l’urgenza, quindi, di superare l’attuale frammentazione dell’innovazione digitale della sanità così da integrare e valorizzare le potenzialità delle tecnologie per lo sviluppo di una sanità sempre più focalizzata sull’individuo e sulla prevenzione in un’ottica di sistema. Per farlo, tuttavia, è necessario utilizzare un nuovo paradigma della comunicazione che sia capace di coinvolgere e far dialogare tra loro tutti i portatori d’interesse  del settore.

 
Beyond Earth. New Frontiers of Space Communication
Lisa Capitini

L’intervento di Lisa Capitini, giovane laureanda del CfGC che sta sviluppando una tesi sulla comunicazione tra lo spazio e la Terra, ha evidenziato quanto il settore aerospaziale possa essere importante per lo sviluppo dell’innovazione in sanità. Negli ultimi decenni stiamo assistendo a grandi sviluppi nel campo della ricerca e dell’esplorazione dello spazio, con la comunicazione che sta giocando un ruolo sempre più importante in questo contesto. Possiamo analizzare questa situazione da due diversi punti di vista:

  • uno di assoluta continuità con l’esistente, in cui si emula nello spazio lo stesso tipo di comunicazione a cui siamo abituati sulla Terra;
  • uno in cui proviamo a progettare un nuovo paradigma comunicativo riconoscendo una differente relazione nello sviluppo del dialogo tra la Terra e lo spazio.

Le numerose sperimentazioni che, in questo settore, sono portate avanti da equipe di esperti provenienti da differenti discipline, rappresentano un elemento centrale anche per quanto riguarda l’innovazione nel mondo della salute sulla Terra.

Ne è un esempio l’esperimento  CORM (COenzima Q10, Radiazioni e Microgravità) finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e realizzato in collaborazione con la NASA che ha visto la partecipazione del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università degli Studi di Firenze. Il progetto ospitato all’interno della International Space Station (ISS) aveva come obiettivo quello di rilevare terapie preventive nei confronti dei danni che le radiazioni e la microgravità provocano nelle cellule della retina degli astronauti. È possibile, inoltre, studiare il corpo umano pensando al corpo degli astronauti come un vero e proprio modello per capire l’influenza degli ambienti estremi nella fisiologia umana: lo dimostra il celebre studio sui gemelli astronauti Scott e Mark Kelly.

Visita alla mostra VISIO con Donald Norman

Al termine della Lecture di Donald Norman, la Transdisciplinary Communication Lectures on Health è proseguita con la visita alla mostra “VISIO. Moving Images After Post-Internet” promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi e Schermo dell’arte Film Festival.

La mostra ha riunito le opere dei 12 artisti under 35 partecipanti che si sono focalizzati sull’ascesa della cosiddetta “condizione post-internet”.

Donald Norman
Direttore del Design Lab presso la University of California, Co-fondatore del Nielsen Norman group e Professore Onorario presso la Tongji University (Shanghai) – College of Design and Innovation.
Approfondimenti e risorse
 Progettare le tecnologie per la sanità in un sistema complesso

Scopri il modulo 4.4 del Master in Comunicazione Medico-Scientifica e dei Servizi Sanitari che offre le conoscenze necessarie per analizzare le nuove tecnologie e la qualità dello spazio nel rapporto ospedale-medico-paziente

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 Per approfondimenti, si veda

Norman, A. D. (2010), Living with Complexity, MIT Press, Cambridge (Mass)

2. Quale comunicazione per coinvolgere le donne nella prevenzione del tumore al seno

Luca Toschi e i ricercatori del CfGC sono intervenuti all’evento Comunicare e informare sullo screening e la diagnosi precoce del tumore al seno, organizzato dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT – sezione di Firenze) e l’Istituto per lo Studio, la Prevenzione e la Rete Oncologica (ISPRO), In collaborazione con l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Firenze. 

L’incontro è stata l’occasione per analizzare strumenti e strategie di comunicazione della prevenzione oncologica – nello specifico dello screening mammografico – basate sull’uso di nuove tecnologie digitali per migliorare la qualità dell’informazione, aumentare la consapevolezza del ruolo attivo di ogni cittadina nelle attività di prevenzione di questa diffusa patologia e promuovere scelte consapevoli nelle decisioni che riguardano la propria salute.

Nel suo intervento, Luca Toschi ha puntualizzato come le tecnologie di comunicazione legate al digitale oggi disponibili non siano necessariamente la conditio sine qua non per una buona comunicazione: spesso si verifica come l’uso che stiamo facendo delle nuove tecnologie non vada verso l’innovazione ma rafforzi, piuttosto, i difetti della vecchia comunicazione.

Di fronte a studi che dimostrano  che le persone non vogliono sapere, che hanno perso fiducia nel valore della conoscenza e – proprio per questo – richiedono una comunicazione che le avvolga, che giochi sui loro sentimenti senza fornire i contenuti e le conoscenze necessarie, il modello della comunicazione generativa propone un’idea di coinvolgimento di soggetti afferenti a mondi diversi (ricercatori, medici e cittadini) per risolvere  e legittimare – in termini di community building – le paure del singolo soggetto di fronte ad una conoscenza che è troppo difficile gestire individualmente.

Lo studio Donnainformata - Mammografia e lo strumento Decision AID

Nell’ambito dell’evento sono stati presentati i principali risultati dello studio sperimentale nazionale Donnainformata Mammografia che ha valutato un nuovo strumento decisionale su web, il Decision AID.

Obiettivo dello studio: capire quanto uno strumento decisionale utilizzabile via web, messo a disposizione delle donne invitate a partecipare per la prima volta a uno screening mammografico organizzato dal Servizio sanitario pubblico, sia più efficace nell’avvicinare le donne invitate a partecipare a programmi di screening mammografico rispetto ai tradizionali supporti.

Lo studio è stato coordinato dall’Istituto Mario Negri- IRCCS (Milano), promosso da Zadig – Milano, LILT – Sezione Firenze e Gruppo Italiano Screening Mammografico (GISMA) e finanziato dalla Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro

Il progetto si è concluso dopo aver attivamente coinvolto oltre 2.000 donne e aver dimostrato che le donne che hanno utilizzato lo strumento hanno preso decisioni più informate e più consapevoli rispetto a donne che hanno avuto a disposizione, sempre via web, solo un opuscolo informativo standard. Una scelta “informata” è stata fatta dal 44% delle donne che hanno navigato lo strumento decisionale, a fronte del 37% di coloro che hanno esclusivamente letto l’opuscolo standard.

Al termine dell’evento i ricercatori del CfGC hanno approfondito la conoscenza del Decision AID in termini di metodologia impiegata e di modalità di verifica dei risultati con la coordinatrice del progetto – dott.ssa Paola Mosconi. Il confronto su come lo strumento riesca effettivamente a promuovere consapevolezza e informazione circa lo screening mammografico nelle donne coinvolte continuerà in un’intervista ad hoc.